Gelosia retroattiva: cos’è, perché nasce e come affrontarla nelle relazioni

D.ssa Marcella Dittrich
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E’ un fenomeno molto più frequente di quando si immagini:

Ad esempio, sei davanti al tuo partner, in un bar dal sottofondo ovattato, e ascolti il racconto di un passato che non ti appartiene. Quando emerge il nome di un ex, il cuore accelera, un nodo d’ansia blocca la gola, e iniziano a scorrere nella mente immagini di un’intimità che non hai vissuto ma di ci ora sei spettatore. Quella risonanza interna minacciosa è la gelosia retroattiva, un disagio provocato dalle esperienze affettive del tuo partner, prima che vi incontraste.

Perché “retroattiva”?

Anche se si tratta di un passato ormai lontano, il confronto tra sé e l’altro/a è decisamente attuale. Scatta il desiderio infantile di voler essere i prediletti, gli esclusivi detentori del proprio partner. Anche se il confronto si basa su una narrazione del passato. Così foto di viaggi, l’aspetto fisico, aneddoti di esperienze vissute insieme e memorie sentimentali le trasformiamo in “prove” contro di noi.

I comportamenti tipici del geloso retroattivo

  • Domande incessanti sui dettagli del passato
  • Svalutazione dei ricordi e dell’ex partner
  • Fastidio crescente perchè le risposte non rassicurano mai
  • Sospetti e insicurezze costanti che incrinano il rapporto

Le radici psicologiche

Senz’altro scattano un insieme di emozioni che hanno a che fare con la paura di essere abbandonati, il profondo timore di ‘essere da meno’ e di restare soli. In questo scenario si finisce per appesantire la relazione e provocare quella che in psicologia è definita la “profezia che si autoavvera”: si creano inconsapevolmente le condizioni che favoriscono l’allontanamento.

Il confronto sbilanciato

Confrontarsi continuamente con la descrizione di una relazione passata fa perdere di vista il valore unico dell’incontro attuale. Il tuo partner ti ha scelto per ciò che sei e per ciò di cui sente di aver bisogno oggi in una relazione: se non riesci a dare valore a tutto questo devi lavorare su di te.

Inoltre ognuno di noi cambia continuamente: nella relazione passata eravamo profondamente diversi quindi il confronto con l’attualità vuol dire ripresentificare qualcosa che non esiste più e conduce in una strada senza uscita, senza possibilità di evoluzione.

La tentazione di trasformarsi “come tu mi vuoi”

In questo scenario di competizione fantasmatica può accadere di provare a conformarsi alle presunte aspettative dell’altro per cercare di essere molto meglio del rivale passato: ad esempio più curato, più performante, più sollecito, remissivo ecc. indipendentemente da come si è veramente. Così si creano i presupposti per un amore tossico che va nella direzione di annullare la propria personalità.

La distanza emotiva che si crea nella coppia è il risultato inevitabile di questa dinamica. Ma quello che è peggio, è che chi ha indossato la maschera del ‘partner perfetto’ nel tempo si sente confuso, non sa più bene chi è e che parti di sè sta portando nella relazione.

Alcuni spunti per affrontare la gelosia retroattiva:

1 – Riconosci le emozioni che si muovono nel tuo mondo interno: se scatta la rabbia e la distruttività in maniera istintiva puoi imparare a trattenerti e a modulare le risposte, se diventi più consapevole.

2 – Impara a usare la comunicazione assertiva: ovvero esprimere costruttivamente ciò che senti, ad esempio: “Quando sento parlare del tuo passato, mi sento insicuro” in modo che il tuo partner possa comprenderti e non sentirsi accusato.

3 – Accetta un margine di incertezza: ammetti con te stesso che una relazione può anche finire, noi non possediamo il nostro partner e l’evoluzione delle persone fa parte della natura delle cose. Questo libera dall’effetto “trappola” di un legame.

4 – Affronta la paura della solitudine e impara a darti valore. Non temere di chiudere una relazione in cui stai male per la paura di affrontare il cambiamento o la paura di restare solo. Questi presupposti ti renderanno sempre insoddisfatto.

5 – Cerca alleati in grado di capirti e sostenerti: se ti senti fragile o incerto nell’affrontare un cambiamento, appoggiati a persone fidate – amici, familiari, professionisti. La richiesta d’aiuto è un atto di forza non di debolezza perché vuol dire riconoscere i propri limiti e costruirsi gli strumenti per fronteggiare le difficoltà.

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